La storia di Katjia/Angelique Geray

Diffondiamo una storia di infiltrazioni e spionaggio filorusso che la stragrande maggioranza dei giornali italiani ritengono di nessun interesse

maicolengel butac 14 Set 2026
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C’è una notizia che sui quotidiani italiani non ha avuto il giusto risalto, eppure sembra uscita da un romanzo di John le Carré (oddio, i più giovani forse non l’hanno mai sentito nominare…): una spy story, magari un po’ scadente, ma comunque di grande importanza, visto il momento storico che stiamo vivendo.

Angelique Geray è una giornalista investigativa tedesca che lavora per RTL, ma che per circa un anno ha indossato i panni di Katja, una filorussa sfegatata con profili su Telegram e TikTok. Profili dove condivideva immagini che la identificavano chiaramente per una sostenitrice del regime di Putin, dell’Operazione Speciale, dell’Indipendenza del Donbass e così via.

Tutto era costruito a tavolino con il solo scopo di farsi notare da chi, in Germania, recluta soggetti per la diffusione di propaganda filorussa. RTL a metà agosto ha pubblicato il risultato di questo lavoro, riassunto qui da in tedesco:

Secondo il racconto l’espediente ha funzionato: “Katjia” è stata avvicinata e le sono stati offerti incarichi, tra cui fotografare siti, monitorare esponenti della CDU e aziende della difesa tedesca, raccogliere dati personali, il tutto pagato in Bitcoin. Il meccanismo con cui è stata assoldata è quello degli “agenti usa e getta“, comuni cittadini che per un pugno di denari sono disposti a fare semplici commissioni per cui non è richiesta alcuna competenza specifica, con un costo bassissimo per i mandanti.

L’altra narrazione

Sia chiaro, nulla di nuovo: che la Russia agisca tramite questo genere di intelligence in Unione Europea lo sappiamo e denunciamo da tempo, anche su BUTAC. Quello che è interessante è il modo in cui la storia si complica se andiamo a vedere cosa dice l’altra parte in causa, ovvero chi smuove la propaganda russa.

Il 16 luglio 2026 – data che non è casuale per i servizi segreti tedeschi, ma ci arriviamo tra poco – su Telegra.ph (canale anonimo non tracciabile) compare un post firmato NoName057(16), collettivo hacktivista filorusso. Nel post il gruppo rivendica di aver scoperto in dieci minuti chi fosse Katjia e il fatto che in realtà lavorasse per RTL dal 2022. Nel comunicato spiegano poi di averla usata consapevolmente per mesi facendole fare la marionetta con incarichi sempre più inutili e assurdi, fino a farle consegnare a funzionari tedeschi delle chiavette contenenti malware. Il comunicato si chiude con l’offerta, per chiunque lo voglia, di avere l’indirizzo di casa della giornalista per un “prezzo da concordare”.

Quindi, un mese prima dell’annuncio di RTL dell’uscita del documentario su Katjia e la sua infiltrazione, il più noto gruppo di hacktivisti filorussi sostiene che siano stati loro per primi a scoprire la montatura, e che si siano divertiti a giocare con lei.

Il corto circuito

Fermiamoci un secondo ad azionare i neuroni.

Geray non stava lavorando per i servizi segreti tedeschi, non era interessata a rivelare segreti dell’intelligence russa, l’unica cosa che voleva fare era dimostrare ai tedeschi filorussi come la propaganda russa riuscisse a prendere piede nel Paese, e l’ha fatto alla perfezione. Se davvero NoName057(16) avesse scoperto che era un’infiltrata, l’unica cosa che avrebbe dovuto fare era non assoldarla. Facendolo, invece, hanno dimostrato apertamente di operare sul territorio e come pagano i loro collaboratori, che era poi l’unica cosa importante da ricavare da questo lavoro di giornalismo investigativo.

Il comunicato di NoName057(16), invece che dimostrare una supposta superiorità del collettivo filorusso, ne dimostra l’assoluta incapacità. Ed è esattamente questo il meccanismo che volevo portare alla vostra attenzione: il meccanismo con cui la macchina della propaganda filorussa, quando viene colpita da un’inchiesta scomoda, reagisce. Non c’è alcun tentativo di smentire l’inchiesta, al massimo di ribaltare i fatti.

L’operazione Eastwood

Vi dicevo del 16 luglio. Perché per NoName057(16) è una data importante? Perché nel 2025, il 15 luglio, la Procura Generale di Francoforte (ZIT, Zentralstelle zur Bekämpfung der Internetkriminalität) e il BKA (Bundeskriminalamt, la polizia criminale federale tedesca) avevano coordinato un’azione internazionale contro NoName057(16), insieme alle forze dell’ordine di USA, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Francia, Spagna e Italia, con supporto di Europol ed Eurojust. Operazione che aveva portato allo smantellamento di una botnet composta da centinaia di server nel mondo, usata per gli attacchi DDoS del gruppo.

Il comunicato del 2026 di NoName057(16) fa preciso riferimento all’operazione Eastwood:

How NoName057(16) Defeated German Intelligence on the Anniversary of Operation Eastwood

E conclude con:

Happy fucking Eastwood, Deutschland!

Ovvero cercano di vestire da vittoria quello che per loro è l’anniversario dell’operazione di polizia che ha smantellato parte della loro rete di operazioni. Lo schema è quello classico di quando, se non puoi negare il colpo, ne rivendichi la paternità: “Non ci avete scoperti voi, eravamo noi che vi stavamo manipolando”. È lo stesso trucco di chi, buttato fuori da un gruppo, nell’andarsene dice “tanto me ne andavo comunque”.

Concludendo

La notizia dell’infiltrazione di Geray la troviamo riportata su quotidiani francesi, spagnoli, britannici, persino americani, mentre sul Corriere della Sera non c’è traccia della reporter, come non c’è traccia su La Stampa, il Messaggero o La Repubblica(ora su LaRep c’è un articolo, ma non c’era quando ho scritto il nostro). Gli unici che al momento in cui scrivo sembrano essersene occupati sono la redazione di Open e alcuni filoucraini sui social. In compenso in meno di una settimana abbiamo avuto aggiornamenti quotidiani sullo stato di salute di Alessandro Di Battista, un giornalista filorusso, in piena guerra ibrida. Qualche domanda sullo stato di salute del nostro giornalismo dovremmo seriamente farcela, ma evidentemente chi ancora legge i quotidiani italiani è contento di restare così disinformato.

maicolengel at butac punto it

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