Il motore Ogle
Una vecchia leggenda su un motore altamente efficiente che alimenta tutt'oggi complottismi

A volte ci segnalate fantasmi del passato, a dimostrazione che la fuffa esiste da sempre e che non è internet ad aver dato visibilità agli astuti inventori/truffatori che ci capita di trattare.
Negli anni Settanta a El Paso, in California, Tom Ogle, meccanico di 25 anni con la passione per le invenzioni, sostenne di aver inventato un sistema di carburazione modificato che eliminava il carburatore tradizionale, nebulizzando direttamente la benzina in camera di combustione. Quindi, secondo lui, ne bastava molta meno per percorrere un elevato numero di chilometri.
Ogle nel 1978 percorse 200 miglia su una Ford Galaxie insieme ad alcuni giornalisti, che prima del viaggio avevano fatto con lui benzina, raccontando che fosse troppo poca per percorrere tutti i chilometri che poi furono effettivamente fatti.
La leggenda narra che a quel punto Ogle venisse avvicinato dalle grandi case petrolifere, che gli avrebbero offerto moltissimi soldi per nascondere al mondo la sua invenzione. Soldi che Ogle rifiutò, per finire morto ammazzato nel 1981 in circostanze poco chiare.
La realtà dei fatti, per quanto possiamo raccontarvi, è un’altra. Ogle nel 1978 vendette i diritti per la produzione e commercializzazione del suo motore alla Advanced Fuel Systems (AFS), una società dello Stato di Washington. Ogle avrebbe ricevuto una percentuale del 6% sulle vendite, 100mila azioni dell’azienda e un lauto stipendio mensile.
Il problema è che la AFS non è mai riuscita a produrre un veicolo funzionante col motore di Ogle e dopo poco dall’acquisizione dei diritti finì sotto inchiesta per violazioni di svariate leggi federali, e Ogle finì indagato anche lui. Coi denari ricavati fino a quel momento, Ogle aprì un centro di diagnosi per auto a El Paso; doveva essere il primo di una catena, ma fu l’unico a vedere la luce e chiuse pochi mesi dopo. Nel 1980 era indagato dall’IRS (l’ufficio tasse americano) per una cartella esattoriale non pagata. Ogle si era messo a vivere la bella vita coi soldi raggranellati dall’AFS, viveva nel lusso e girava con una limousine personalizzata. Tutto ciò senza che nessuno avesse mai prodotto una singola vettura funzionante col suo motore. Nell’aprile 1981 fu ricoverato per una ferita all’addome da arma da fuoco; non è chiaro chi avesse sparato. Ma non fu quello a ucciderlo: una volta dimesso dall’ospedale fu arrestato per guida pericolosa e possesso illegale di arma da fuoco, finì coinvolto in una causa legale e perse larga parte dei diritti della sua invenzione (ricordiamo che nessuno era ancora riuscito ad avviare la produzione con successo) in una serie di partite di biliardo. Il 19 agosto 1981 fu trovato morto per overdose.
Gli esperti dell’epoca che avevano avuto modo di visionare la Ford Galaxie in funzione spiegarono che la tecnologia usata aveva una serie di problemi tecnici che ne limitavano la praticità e l’affidabilità nel lungo termine.
La storia dimostra che Ogle fu libero di cercare investitori – ne trovò senza che però il sistema venisse mai prodotto su larga scala – e che morì in circostanze non particolarmente misteriose. Tutto il resto è leggenda e serve ad abili realizzatori di contenuti online (e su media più tradizionali) per portare avanti narrazioni complottiste di vario genere.
Quello che dovrebbe essere evidente è che se l’invenzione di Ogle fosse stata realmente funzionante l’AFS l’avrebbe prodotta e commercializzata con successo, non avendo alcun interesse a perdere i grandissimi guadagni che avrebbero potuto fare con tale sistema.
Ma non ditelo ai complottisti.
Per chi volesse approfondire un articolo del New York Times del 1978, e uno del 2013 che traccia tutta la storia di Tom Ogle.
maicolengel at butac punto it
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