L’alternativa all’auto elettrica è l’auto a benzina? – Nexa 95

Facciamo chiarezza su quella che viene presentata come un'alternativa alle auto elettriche...

maicolengel butac 14 Ago 2026
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Ci è stato segnalato un post che circola sui social, questo il testo:

L’alternativa all’auto elettrica è l’auto a benzina! Ti spiego. BMW e Toyota hanno trovato un’alternativa all’auto elettrica: una nuova benzina rinnovabile al 100% e che inquina poco. Così, mentre tutti si impegnano a produrre batterie per auto elettriche che durano di più o colonnine per auto elettriche che caricano più in fretta, i due brand stanno testando questo nuovo carburante con emissioni di CO2 ridotte. I carburanti di nuova generazione come questo hanno 2 vantaggi importanti rispetto alle alternative.
Il primo è che utilizzano auto con motori termici tradizionali e pompe di benzina che esistono già, ed sono quindi carburanti definiti “drop-in”, che non richiedono di modificare nulla, né cambiare auto né installare nuovi distributori, a differenza dell’idrogeno che richiede auto con un motore specifico e impianti ad hoc.
Il secondo vantaggio è che vengono prodotti da scarti, rifiuti o addirittura anidride carbonica catturata dall’aria, con un impatto molto basso, a differenza di altri bio combustibili che troviamo oggi nelle colonnine, che sfruttano colture apposite togliendo spazio alle colture alimentari. Ad esempio, oggi per produrre questi carburanti si coltiva mais che invece potrebbe essere destinato all’alimentazione.
Ma perché BMW e Toyota investono tanto in questa ricerca? Probabilmente vogliono mantenere la produzione delle auto termiche accanto alle elettriche per ridurre la competizione in un mercato, quello dell’auto elettrica, in cui non hanno la stessa esperienza di altri brand. In pratica vogliono mantenere la loro esperienza nella produzione di motori termici proponendo una benzina che funzioni con le auto che sono già in circolazione, in questo modo possono rispondere anche alla richiesta di chi non vuole passare all’auto elettrica. È una strategia che si chiama diversificazione strategica. #autoelettrica #EcoFuel #ecocarburante #transizioneenergetica #automobile #auto #automotive

Il post circola con un video del suo autore, Alessandro Germano, divulgatore che si occupa di marketing per le aziende. Non ha ancora raggiunto particolare viralità, ma riteniamo che ci siano alcune cose importanti da chiarire. Nel post sembra che la scoperta di questo “nuovo carburante” si debba a BMW e Toyota, ma non è del tutto corretto: dietro Nexa 95, il carburante di cui parla Germano, ci sono infatti quattro aziende, e lui omette di citarne due, Bosch e Repsol; la seconda oltretutto è materialmente l’azienda che produce fisicamente il carburante. Bosch fornisce il sistema di tracciamento digitale (“Digital Fuel Twin”). Ridurre tutto a BMW e Toyota cancella chi fa il lavoro chimico vero e proprio.

Non si tratta di un’alternativa all’auto elettrica, ma di un prodotto che cerca di venire incontro agli obiettivi UE di zero emissioni nette entro il 2035, o meglio, come spiegato nei comunicati stampa delle stesse aziende coinvolte:

“Crediamo che i carburanti rinnovabili possano svolgere un ruolo chiave, insieme all’elettrificazione, nella riduzione delle emissioni di CO₂. Con l’avanzare della transizione, appare sempre più evidente il rischio che l’obiettivo del 100% di veicoli a zero emissioni entro il 2035 possa non essere pienamente raggiunto. In questo scenario, i carburanti rinnovabili possono contribuire a colmare il divario verso la neutralità carbonica, soprattutto se combinati con tecnologie ibride e ibride plug-in. Questo progetto pilota mira a dimostrare come i carburanti rinnovabili possano offrire già oggi un contributo significativo e sostenibile alla decarbonizzazione, sia per i veicoli nuovi sia per quelli esistenti.”

Da nessuna parte vengono proposti come alternative. Nexa 95 oltretutto è attualmente in vendita in oltre trenta distributori di carburante spagnoli, da gennaio 2026 secondo i comunicati stampa, quindi è a tutti gli effetti già in commercio; la cosa curiosa, a mio avviso, è che solo ora qualcuno faccia un test su strada per verificare consumi e emissioni. Lo scopo di BMW e Bosch, comunque, è quello di raccogliere dati reali su consumi, emissioni e uso quotidiano in condizioni controllate, per poi trasmetterli alle istituzioni europee. Il tutto con il fine ultimo di slittare la data del 2035 sulle zero emissioni. Solo a fine test e dopo le verifiche dell’UE sapremo se Nexa 95 è davvero valido come Germano ci racconta.

Ammetto un certo coinvolgimento: guido una macchina completamente elettrica da aprile 2026, ci sono arrivato fino alle Highlands scozzesi da Bologna con una comodità di guida e zero ansie per le ricariche, non credo avrò mai la voglia di tornare indietro, ma questo è un mio bias.

maicolengel at butac punto it

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