Origine del COVID e teorie che si contraddicono

...ma quando l'obiettivo pare essere solo istillare dubbi e seminare incertezze, non c'è alcun bisogno di diffondere teorie coerenti tra di loro

maicolengel butac 7 Ott 2026
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

C’è stata segnalata una serie di video pubblicati da Radio Radio su YouTube. A realizzarli è Giorgio Bianchi, forse il più noto dei propagandisti filorussi di cui negli anni ci siamo occupati.

Potremmo definirla una “trilogia della disinformazione”, anche se in realtà due capitoli narrano cose note come se non lo fossero. Tre capitoli pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro, in cui vengono sostenute due tesi diverse. La cosa curiosa è che le due tesi si escludono a vicenda. Nei primi due video si rilancia la fuga del virus dal laboratorio di Wuhan, con gli americani come corresponsabili, visto che erano loro i soldi con cui venivano portate avanti quelle ricerche. Nel terzo video compare una seconda tesi, sempre con gli americani colpevoli, ma stavolta il virus sarebbe stato portato a Wuhan dagli americani stessi, partendo da Fort Detrick.

Ma appunto: o il virus è scappato dal laboratorio di Wuhan o è arrivato dagli States. Andrebbe fatta una scelta, e Bianchi la evita, lasciando aperte entrambe le tesi. Il suo scopo non è darvi una lettura dei fatti, ma portarvi alla sua conclusione, quel:

…chi ha interesse a farvi tappare le orecchie?

Tipico modus operandi di chi vuole solo istillare dubbi e seminare incertezze. È la tecnica della nebbia: più sospetti metti in campo, meno ti serve dimostrarne uno. Una certa propaganda vive alla grande di questi meccanismi disinformativi.

L’analisi

Nella prima e nella seconda puntata della sua trilogia Bianchi ci racconta tante cose già note: la miniera di Mojiang, la tesi universitaria del 2013, RaTG13, la lettera su The Lancet orchestrata da Peter Daszak. Sono fatti documentati da anni da testate di larga diffusione come BBC, The Intercept e perfino Vanity Fair, e sui fatti in sé non abbiamo nulla da obiettare. Il problema è il lavoro sporco che Bianchi fa nelle cuciture tra un evento e l’altro, soprattutto nella terza puntata.

Non ho nessuna intenzione di cascare nel giochino della teoria della montagna di merda e perdere ore per smontare uno dei millemila contenuti caricati da chi campa di questo. So bene che è assolutamente inutile. Quello che m’interessa è sottolineare due o tre cose che mostrano come questa trilogia di video sia solo l’ennesimo tassello della guerra ibrida di cui siamo immersi da anni.

Per cui, invece che soffermarci sui primi due video, saltiamo subito al terzo, e al cuore di quanto Bianchi racconta: che a luglio 2019 il CDC chiude un laboratorio a Fort Detrick e che negli stessi giorni scoppia un’epidemia respiratoria in due case di riposo locali. Bianchi non fa un collegamento diretto, chiede solo ai propri follower se secondo loro ci sia. Ma la risposta alla sua domanda aperta la si trova facilmente sul sito della contea di Fairfax: le analisi non hanno identificato nessun patogeno specifico, in compenso sono stati trovati diversi campioni positivi al rinovirus, quello del raffreddore. Inoltre Greenspring è a quasi sessanta miglia da Fort Detrick, in un altro Stato, e il focolaio era iniziato prima dell’ordine del CDC. Il laboratorio fu chiuso per procedure non rispettate e un sistema di decontaminazione delle acque reflue non conforme, senza alcuna esposizione all’esterno. Quindi tubature marce, non un virus in fuga.

Perché Bianchi queste cose non le racconta? Eppure ha dedicato ben tre video a questa tesi: bastavano pochissimi minuti in più per dare allo spettatore tutte le informazioni utili.

La testimonianza di Tagliariol

Per sostenere la tesi secondo cui il virus sarebbe arrivato a Wuhan portato dagli atleti americani, Bianchi cita anche lo schermodore Matteo Tagliariol. Peccato però che esistano interviste in cui lo stesso Tagliariol spieghi di essersi ammalato al ritorno da Wuhan, non di esserci arrivato malato, come anche i suoi compagni d’appartamento:

Dopo Wuhan mi sono effettivamente ammalato per una forma influenzale acuta da cui sono guarito prendendo dei farmaci. Il decorso è stato più lungo del solito. A posteriori, visto che la forma influenza aveva colpito i polmoni, ho pensato che potesse essere o colpa della mia asma o del coronavirus. Potrebbe essere come non potrebbe essere stata colpa del virus: non ho certezze.

Se anche fosse stato COVID-19 (non lo sappiamo, visto che né Tagliariol né i suoi compagni hanno fatto tamponi o testi di alcun tipo) le tempistiche non avallerebbero l’ipotesi che sia stato portato dagli atleti americani.

Il fact sheet e le ricerche

Bianchi nella seconda puntata cita anche un fact sheet del Dipartimento di Stato americano, un fact sheet che secondo Bianchi sostiene che a Wuhan si stessero conducendo ricerche classificate, pagate anche dal denaro pubblico americano.

In realtà il fact sheet a cui fa riferimento sostiene che a Wuhan sin dal 2017 era l’esercito cinese a fare ricerche e analisi. Nel fact sheet citato da Bianchi non c’è traccia di soldi pubblici americani.

Concluedendo

A oggi, come abbiamo ripetuto più volte, l’origine del Covid resta una questione a cui ancora non è stato possibile dare una conclusione definitiva, e non c’è nulla di sbagliato a fare ipotesi. Ma, come ripetiamo sempre, le ipotesi vanno supportate dai fatti, e non sfruttate facendo cherry picking su quali dettagli usare e quali omettere.

Bianchi chiude la sua trilogia con la sua domanda aperta sul chi abbia interesse a tapparci le orecchie. Noi su BUTAC invece siamo molto più interessati a scoprire chi abbia interesse a mettere ogni sospetto sullo stesso piano, così che nessuno vada più verificato.

Cui prodest?

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.


Immagine di testa di Julia Koblitz su Unsplash

Ci risiamo: dopo Piacenza, a quanto pare ora è Pordenone la sede delle proteste islamiche contro il maiale. O almeno, così titola il Giornale il 15 ottobre 2026 in prima pagina: L’islam ci vieta il prosciutto Un articolo firmato Luigi Mascheroni. Un articolo che nell’occhiello racconta: Le scuole di Pordenone tolgono il San Daniele per […]

maicolengel butac | 19 ott 2026

Su La Verità del 15 ottobre, in prima pagina, troviamo un titolo forte: Dati artefatti: stop al vaccino Covid universale L’articolo porta la firma di Maddalena Loy, giornalista di punta del quotidiano diretto da Belpietro. A cosa fa riferimento il titolo di Loy? A uno studio del 2022 che appunto prometteva un vaccino universale. Ma […]

maicolengel butac | 16 ott 2026

Il 10 ottobre Susanna Ceccardi pubblica un video sulle sue piattaforme social, un video che condivide con queste parole: Giù le mani dai piatti dei nostri figli e dalle nostre tradizioni! A Piacenza sparisce la carne di maiale dalle mense scolastiche. Ma da quando, per rispettare le abitudini di alcuni, dobbiamo cancellare le nostre? Menù […]

maicolengel butac | 13 ott 2026

Ci avete segnalato un post che circola sui social, a noi l’avete segnalato sulla bacheca social di tal Mattia Franzoni, che di contenuti simili ne pubblica uno dopo l’altro. Il post, con video al seguito, recita: In Parlamento europeo confermano una lotteria dei vaccini COVID e alcuni hanno ricevuto la dose mortale. In una scioccante […]

maicolengel butac | 05 ott 2026