Vaccini e sangue, vogliono la verità

maicolengel butac 24 Giu 2026
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Ci avete segnalato un post social e un esposto ai NAS, portato avanti da un’associazione che già abbiamo incontrato in precedenza, dal nome Tutela Diritto Soggettivo.

Il post – che non vi riportiamo nella sua interezza solo perché include molti link esterni – comincia così:

TU NON VUOI LA VERITA’! TU VUOI BOICOTTARCI!
L’esposto ai NAS su sangue, vaccini, polli ed uova NON riesce a raggiungere abbastanza firme per poter essere consegnato ad un avvocato che lo segua assieme a noi. Proprio per questo vi abbiamo chiesto un contributo per le spese legali. Appare chiaro che non sia il Governo od i NAS a boicottarci ma siete proprio voi CHE NON VOLETE SUPPORTARCI IN QUESTA IMPRESA ED A VOLER PORTARCI ALLA RESA OD AL FALLIMENTO, tanto che abbiamo dovuto farla slittare al 15 settembre. Fosse per noi saremmo partiti oggi stesso.

Come avrete capito l’argomento è quello di cui, nelle ultime settimane, abbiamo già parlato ben due volte: i vaccini ai polli (e tacchini) e l’influenza aviaria. Non vi riportiamo tutto l’esposto ai NAS; è lungo, e onestamente ripete accuse che abbiamo in parte già trattato e smontato. Fa sorridere che chi lo lancia si lamenti con i propri follower di boicottarne la presentazione colpevolizzandoli per non aver firmato l’esposto stesso. A nessuno viene il dubbio che l’esposto sia malfatto, o che chi segue quell’associazione sia più interessato ad altro.

Ma tant’è.

Con Tutela Diritto Soggettivo e la sua promotrice, Alessandra Ghisla, ci eravamo già “incontrati” a proposito di un nostro articolo sulle CIE (“La CIE e le contestazioni in legalese“), dove la stessa Ghisla ci aveva dedicato un lungo post accusandoci di “Validation by Association” e firmandosi come “Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano” e portavoce della “Resistenza Ontologica“. Lo stesso registro lo ritroviamo identico in questo nuovo esposto: vittimismo, accuse di censura, e la convinzione che se qualcuno li critica vuol dire che hanno toccato un nervo scoperto del Sistema.

Sul tema vaccini per l’aviaria avevamo già scritto a maggio e giugno, dopo che alcuni soggetti avevano cominciato a equiparare i vaccini da somministrare a polli e tacchini negli allevamenti italiani a quello di Astrazeneca contro il COVID, ritirato dal mercato. Per chi non avesse letto quegli articoli lo ripetiamo qui: il vaccino in uso, denominato HVT-H5, non è un vaccino a mRNA. Usa come vettore l’Herpesvirus del tacchino, tecnologia impiegata fin dagli anni Settanta contro la Malattia di Marek nei polli. Non è sperimentale, è consolidata da decenni.

Nel lungo esposto ai NAS Ghisla prova a riportare in auge anche il vecchio cavallo di battaglia del “grafene nei vaccini” che tanto aveva funzionato durante la pandemia. Peccato lo faccia sfruttando un rapporto tecnico del 2021 che non è mai stato pubblicato su alcuna testata scientifica, non ha mai superato la revisioni dei pari, ed è stato smentito prendendo le distanze dal suo autore dalla stessa Università da cui sarebbe partito – tra l’altro con un espressione in spagnolo che mi è piaciuta tantissimo: rotundamente falso.

In precedente occasione (linkata poco sopra) Ghisla sostenne che:

BUTAC sembrerebbe partire da un un progetto istituzionale finanziato dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute, con l’obiettivo principale di “Contrasto dell’esitazione vaccinale”

Lo diciamo una volta per tutte: BUTAC non è mai stato finanziato dal Ministero della Salute, non siamo pagati da alcun ente, né lo siamo mai stati. Se Ghisla ritiene di avere prove del contrario, la sede per discuterne non è un post Facebook, è un tribunale: noi non ci tiriamo indietro.

maicolengel at butac punto it

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